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Associazione Produttori Tonnieri del Tirreno soc. coop.

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Tonno rosso, inchiesta di Striscia su quote e catture. Marinerie rispondono: screditate settore e vostra redazione di cui minate credibilità. il VIDEO e la lettera


Striscia la Notizia manda in onda la prima parte dell’inchiesta di Max Laudadio sulla pesca sostenibile, “quella – si legge sul sito web di Striscia – che dovrebbe salvaguardare il mare e gran parte delle specie marine, occupandosi in questa occasione delle tonnare e delle regole, spesso ignorate di alcuni pescherecci cherischiano di far estinguere il pregiato tonno rosso”.
Ma le tonnare non aspettano tempo e replicano scrivendo una lettera alla redazione del Gabibbo.
L’Associazione tonnieri del Tirreno Soc Coop a.r.l, la O.P. della pesca Thunnus Thynnus società cooperativa a.r.l. e Consorzio MareNostrum Tuna, parlano di “bruttissimo esempio di giornalismo orientato” che danneggia, “in soli 3 minuti oltre 50 anni di storia della nostra pesca” e che “in realtà mina la credibilità dell’intera redazione”.
Qui di seguito AGRICOLAE riporta il servizio di Striscia la Notizia.


https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/pesca-sostenib ile-l-inchiesta-di-striscia-sulle-tonnare_75076.shtml


Qui di seguito AGRICOLAE riporta in PDF e a seguire in forma testuale la lettera inviata alla redazione:


ALLA REDAZIONE DI STRISCIA LA NOTIZIA 09.10.21


“La puntata di Striscia la Notizia andata in onda ieri sera venerdì 8 ottobre ha offerto ai telespettatori che l’hanno seguita in diretta una pessima rappresentazione di quello che è oggi in Italia la pesca al tonno rosso con il sistema a circuizione.
Spiace rilevare che quello cui si è assistito è un bruttissimo esempio di ‘giornalismo orientato’ basato su informazioni infondate e prive di qualunque riscontro non solo scientifico ma anche giuridico, amministrativo e, prima ancora, logico.
Si tratta con ogni evidenza di un tentativo maldestro di screditare, infangare, diffamare non solo la categoria dei cd.tonnieri ma l’intera pesca italiana così come le istituzioni, nazionali e non, responsabili della gestione e del controllo di questa filiera con l’obiettivo di trasfigurare uan realtà che nulla ha a che vedere con quelle che artatamente gli autori del (dis)servizio hanno cercato di raccontare.
Quanto andato in onda ieri sera è con ogni evidenza frutto dell’approssimazione per non dire malafade con cui si è voluto costruire questo attacco ingiustificato ed immotivato: chi si avvicina a questa materia, chi intende fare informazione su questo argomento non può non sapere che che cose non stanno affatto così.
La comunità scientifica internazionale, ad esempio, è concorde da anni nel ritenere lo stock di tonno rosso dell’Atralntico orientale e del Mediterraneo in netta ripresa, al punto che le quote di cattura sono aumentate recentemente pur in un quadro di piena sostenibilità. Basta prendersi la briga di controllare il rapporto 2021 del Comtitato scientifico SCRS dell’Iccat.
Analoga fatica potrebbe essere fatta a proposito delle infrazioni, semplicemente controllando i risultati della campagna ispettiva svolta dall’EFCA, l’agenzia europea di controllo di Vigo.
Così come sono evidentemente falsi i dati riportati sulla presenza di tonni nelle gabbie di trasportoc con l’insinuazione che in una sola di queste possa essere trattenuto quasi la metà dell’inter contingente nazionale assegnato al segmento della circuizione; circostanza che se fosse vera equivarebbe ad una denunzia nei confronti delle Autorità di controllo (ispettori Iccat e Guardia costiera) per comportamento omissivo o, peggio, correità.
Spiace vedere tutto ciò perché nel tentativo di screditare in soli 3 minuti oltre 50 anni di storia della nostra pesca, in realtà state screditando voi stessi minando la credibilità dell’intera vostra redazione che non può assecondare spinte diffamatorie dando voce a chi più o meno consapevolmente, vuole gettare fango su centinaia e centinaia di onesti lavoratori ed imprese.
Per tale ragione vi diffido dal continuare a mandare in onda ulteriori servizi che, privi di contradditorio, coprono di ignominia un comparto che negli anni ha contribuito a costuire uno dei pochi segmenti avanzati di pesca altamente specializzata che può vantare il nostro Paese.
Proseguendo lungo questa strada i danni, non solo di immagine che si stanno già creando, diventeranno insostenibili e non rimarrà che l’unica strada della tutela giudiziaria, nell’interesse non solo della marineria italiana ma anche delle istituzioni oggetto di dileggio inaccettabile”.

CHI SIAMO


L’Associazione Produttori Tonnieri del Tirreno Soc. Coop., con sede in Salerno, è un’Organizzazione di Produttori riconosciuta ai sensi della normativa europea sin dal 1977, per la specie ittica Tonno Rosso (Thunnus thynnus, Linnaeus, 1758) e recentemente anche per la specie Acciuga (Engraulis encrasicolus, Linnaeus, 1758).


I soci sono imprese di pesca che praticano la pesca sostenibile di piccoli e grandi pelagici nel Mediterraneo. I soci sono armatori e proprietari di grandi navi da pesca a circuizione, con equipaggi di circa 18 marinai, autorizzati a pescare in tutto il Mar Mediterraneo.

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Cosa facciamo:

L’attività principale delle imprese è la pesca del Tonno Rosso del Mediterraneo (Blue Fin Tuna). I pescherecci sono autorizzati dalla COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LA CONSERVAZIONE DEI TONNIDI DELL’ATLANTICO – ICCAT) a esercitare questo tipo di pesca: pertanto i pescherecci devono rispettare una quota individuale di pesca di questa specie, osservare un periodo di pesca autorizzato e tutte le Raccomandazioni internazionali, i Regolamenti europei e leggi nazionali relativi alla salvaguardia della specie, al controllo e alla tracciabilità dell’attività di pesca del Tonno Rosso.
Riguardo ai piccoli pelagici, le catture più comuni consistono in:

  • Sardine (Sardina pilchardus – Walbaum, 1792)

  • Acciughe (Engraulis encrasicolus – Linnaeus, 1758)

  • Sgombri (Scomber scombrus – Linnaeus, 1758)

  • Sugarelli (Trachurus trachurus – Linneaus, 1758)

  • Alletterati (Euthynnus alletteratus – Linneaus, 1758)

Tutte le imbarcazioni da pesca sono equipaggiate con i più moderni sistemi tecnologici per la navigazione, al fine di garantire alti livelli di sicurezza per gli equipaggi imbarcati e alti livelli di selettività nelle operazioni di pesca, al fine di catturare solo le specie bersaglio, riducendo al minimo il rischio di catture accidentali di specie non desiderate e di esemplari sotto taglia, nel rispetto dell’ambiente e della Politica Comune della Pesca.
Le grandi dimensioni delle navi da pesca consentono inoltre di installare una grande varietà di strumenti e attrezzature per condurre progetti di ricerca. Negli anni passati infatti l’O.P. ha collaborato con Istituti di ricerca nel quadro di progetti di ricerca scientifica con attività in mare.

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